Dopo la tragedia di Montegranaro l’Enpa torna a chiedere una serie di restrizioni all’esercizio della caccia.
Non nega che il suo obiettivo finale è l’abolizione della caccia, ma nel frattempo l’Enpa s’accontenterebbe di una serie di restrizioni che definisce «misure minime di sicurezza»: il divieto di caccia per gli ultrasettantenni e «in presenza d’allevamenti, maneggi o in condizioni meteo pericolose come nebbia o neve», l’aumento delle distanze al momento previste dalla legge 157/92, «il rispetto della proprietà privata», definizione che sottintende un attacco rinnovato all’articolo 842 del codice civile.
L’innesco lo propone una vicenda di cronaca che peraltro con la caccia non ha niente a che fare: divergono – è efficacissima la cronaca del Resto del Carlino – le ricostruzioni dei fatti che a Montegranaro (Fermo) hanno portato alla morte di Vladislav Sergevich Grigorev; è certo però che l’ottantaduenne coinvolto stava non cacciando – basta controllare il calendario per capire perché – ma partecipando a un’operazione di controllo della volpe.
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