Arcicaccia: «Accanimento» della burocrazia contro i cacciatori

Arcicaccia accanimento della burocrazia contro i cacciatori

Dopo l’ennesima modifica della procedura con cui pagare il libretto di porto d’armi (è cambiato l’Iban), l’Arcicaccia contesta il governo Meloni e l’eccesso di burocrazia per i cacciatori.

È troppa la burocrazia, e anziché semplificarla gli interventi ripetuti del governo l’hanno aggrovigliata, tanto da far parlare l’Arcicaccia di accanimento contro i cacciatori: l’innesco della protesta è la modifica dell’Iban di cui ci si deve servire per pagare il libretto di porto d’armi.

Si tratta di una cifra irrisoria – 1,27 euro quinquennali, poco più di venticinque centesimi l’anno – per pagare la quale però la procedura è cambiata più volte, «generando una confusione allucinante» in mezzo «al traffico di circolari e disposizioni» di cui non si viene a capo.

«Quando va bene» nota l’Arcicaccia «come minimo si rallenta tutto l’iter di rilascio e si creano disagi spiacevoli», problema da non sottovalutare visto che si ha a che fare «con la gestione, delicata, dei titoli di possesso e uso di armi».

L’Arcicaccia si chiede se «questo balzello quinquennale» sia proprio necessario; se lo è, meglio arrotondare al rialzo «pur generosamente, 84 centesimi annui», la tassa di concessione governativa. Anche se onerosa, sarebbe una soluzione utile per i tanti cacciatori che faticano a servirsi delle procedure digitali, e nei piccoli borghi anche ad accedere agli sportelli bancari: non si può fingere che «fino a poco tempo fa [non si sbrigasse] la pratica con un unico accesso alle poste».

L’attacco politico è inevitabile: al contrario di quanto qualcuno si attendeva, per l’Arcicaccia questo governo non si sta mostrando amico «del mondo venatorio né della semplificazione».

L’Iban per il pagamento del libretto di porto d’armi

IT67S0100003245BE00000003UQ (ministero dell’Economia e delle finanze).

Scopri le ultime notizie di caccia e i test di ottichearmi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.