Animalisti: lupi in città? Colpa della braccata al cinghiale

Animalisti lupi in città Colpa della braccata al cinghiale
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Ambientalisti e animalisti sostengono che vietare la braccata al cinghiale potrebbe ridurre i fattori che attraggono i lupi in città.

La braccata al cinghiale disperde i branchi e spinge i giovani verso i centri abitati, dov’è più facile trovare cibo e, considerato il divieto di caccia, protezione: considerato che dei cinghiali i lupi sono predatori naturali, è questa la ragione principale, sostengono Enpa, Lac, Lav, Lipu, Wwf, Lupus in fabula e Amici animali Osimo, per spiegare la loro presenza crescente in città. La nota congiunta arriva dopo un dibattito tra consiglieri e giunta regionale delle Marche sulla possibilità d’attuare il protocollo di cattura in caso d’avvistamento della specie in zone antropizzate.

Per le sigle animaliste e ambientaliste la soluzione sta non negli interventi diretti sui lupi, ma nel divieto d’esercitare la caccia in braccata, nel potenziamento della gestione dei rifiuti «soprattutto nelle aree periferiche e collinari», nelle campagne d’informazione sui comportamenti corretti da tenere in caso d’incontro, nel «sostegno concreto agli allevatori», declinabile in «recinzioni adeguate, cani da guardiania e misure di protezione efficaci».

Il lupo, si chiude la nota, non predilige animali d’allevamento o domestici, «colpiti soprattutto quando si lasciano incustoditi o [non si attuano] misure efficaci di prevenzione»: la sua dieta si compone in larga parte di fauna selvatica, «soprattutto di cinghiali (oltre il 70%)».

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