Quella che apre febbraio sarà la ventesima settimana nella quale le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato non voteranno gli emendamenti alla riforma della legge sulla caccia promossa dal centrodestra.
Il contatore ha raggiunto il numero tondo, e l’ha raggiunto senza sorprese: non ci possono esserne ad apprendere che la prossima sarà la ventesima settimana consecutiva nella quale, dopo la fine della discussione e dell’esame, le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato non inizieranno a votare gli emendamenti alla riforma della legge sulla caccia promossa dai capigruppo di maggioranza.
Per saperlo non c’è bisogno d’esser bravi a interpretare gli atti parlamentari: il calendario è limpido, nessuna riunione congiunta né il ddl 1552 tra quelli che compariranno sui banchi.
In assenza di comunicazioni ufficiali, le ragioni alla base dell’ennesimo rinvio restano soltanto ipotesi; solida c’è una sola certezza, che non si farà presto: gli emendamenti sono 2.084, è probabile che perlomeno una frazione rispunti in aula, e il voto del Senato chiuderà soltanto la prima parte della procedura: non è detto che sia la prima metà, in caso di modifiche della Camera si ridurrebbe al primo terzo.
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