Il terzo capitolo del sondaggio commissionato dalla Fondazione Capellino all’istituto Ipsos Doxa costringe il centrodestra (e la destra di Vannacci) a riflettere sulle conseguenze dell’approvazione del ddl caccia.
Premesso che «il saldo non è la semplice somma di chi lascerebbe e di chi potrebbe lasciare», perché «il modello pesa ogni risposta in base a quanto è netta l’intenzione di cambiare e alla direzione dello spostamento», è inevitabile che in queste ore sul significato politico delle risposte qualcuno stia riflettendo: il terzo capitolo del sondaggio che la Fondazione Capellino ha commissionato all’istituto Ipsos Doxa chiedendogli di concentrarsi su un bacino ben preciso (7.002 interviste su 28.542 contatti, che rappresentano un campione proporzionale della popolazione) racconta che al centrodestra e alla destra di Vannacci l’approvazione del ddl caccia farebbe perdere circa 560.000 voti; al contrario, la decisione di fermarsi gliene porterebbe quasi 90.000 (+89.730).
Se si guardano i voti che è probabile che si volatilizzino, il saldo dice 411.870 (141.940 Fratelli d’Italia, 126.300 Forza Italia e Noi moderati, 42.270 Lega, ai quali aggiungere 101.360 di Futuro nazionale), più di quelli persi con certezza (363.390), molto meno della somma di questi con quelli a rischio.
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