Il consiglio regionale della Lombardia non voterà la mozione di Fratelli d’Italia sulla riapertura dei roccoli.
Non è equivocabile la nota che accompagna l’intestazione: poche ore dopo averla presentata, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha ritirato la mozione con la quale chiedeva alla giunta Fontana d’attivarsi per promuovere la riapertura dei roccoli in Lombardia.
Erano otto i punti sui quali si voleva impegnare la giunta: i principali riguardavano l’acquisizione del parere dell’Ispra, la definizione delle modalità d’approvvigionamento dei richiami vivi con la tecnica del cosiddetto prelievo al nido e la riattivazione degli esami d’abilitazione per i roccolatori.
Il primo firmatario della mozione era Carlo Bravo, per il quale la chiusura dei roccoli nel 2013 fu «una decisione politica che la Commissione europea (allora la guidava il portoghese José Barroso, ndr) [assunse perché] sollecitata da posizioni ideologiche anticaccia»; per Bravo però il loro impiego è compatibile sia con la direttiva Uccelli sia con la conservazione delle specie interessate, peraltro «già cacciabili».
Resta da capire perché i consiglieri di Fratelli d’Italia abbiano ritirato la mozione, e perché sia passato così poco tempo tra la presentazione (le 16.26 di martedì scorso) e il ritiro, deciso nella giornata di ieri, come s’apprende dalla scheda di riepilogo.
Non perdere le ultime notizie di caccia e i test di ottiche, armi e munizioni sul portale web di Caccia Magazine.

















