Riforma della legge sulla caccia, la strategia di Bruzzone per accelerare

Riforma della legge sulla caccia, la strategia di Bruzzone per accelerare: cacciatore di spalle, con gilet arancione alta visibilità
© Mountains Hunter / shutterstock

Gli emendamenti con cui la Lega intende procedere alla riforma della legge sulla caccia saranno presentati al ddl di conversione del decreto agricoltura.

Come nello scorso autunno per le munizioni in piombo nelle zone umide, la soluzione potrebbe essere rappresentata dal ddl di conversione di un decreto: il più adeguato è quello sull’agricoltura approvato nell’ultima seduta del consiglio dei ministri, pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale (nella formulazione finale il corpo dei carabinieri forestali dipende funzionalmente dal ministero dell’Agricoltura tranne che per la tutela di ordine e sicurezza pubblica e per la tutela ambientale e la sicurezza energetica, rispettivamente in capo all’Interno e all’Ambiente) e probabilmente destinato ad accogliere alcuni emendamenti con cui procedere a una parziale riforma della legge sulla caccia.

Lo fa sapere Francesco Bruzzone, deputato della Lega, che in commissione sta assistendo all’ostruzionismo feroce del Movimento 5 Stelle contro la propria proposta.

Il vantaggio è evidente: per approvare la legge di conversione di un decreto, che dopo sessanta giorni cessa di avere effetto, ci sono tempi certi (e di solito in fondo all’iter il governo blinda il pacchetto col voto di fiducia).

Gli emendamenti al ddl agricoltura

Al ddl di conversione del decreto agricoltura la Lega dunque presenterà una serie di emendamenti che ricalcheranno i passaggi chiave della proposta dello scorso novembre: calendari venatori, dalla durata quinquennale, contenuti ciascuno in una legge regionale, e dunque non più impugnabili davanti al Tar; fine del silenzio venatorio di martedì e di venerdì, del limite massimo di tre uscite settimanali e dell’obbligo di optare per una sola forma di caccia; validità nazionale dell’abilitazione per la caccia di selezione.

Bruzzone annuncia anche un emendamento sui valichi montani (per assicurarsi che in Lombardia sia imposto il divieto assoluto di caccia il Tar ha nominato come commissaria Anna Siclari, la direttrice generale dell’Ispra) e sui richiami vivi.

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