Respinti gli emendamenti ai primi quattro articoli della riforma della legge sulla caccia

Respinti gli emendamenti ai primi quattro articoli della riforma della legge sulla caccia - tordo bottaccio
© Adrian Eugen Ciobaniuc / shutterstock

Le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato hanno respinto gli emendamenti ai primi quattro articoli della riforma della legge sulla caccia promossa dalla maggioranza di centrodestra.

Sono diciotto gli articoli di cui si compone il ddl Malan, adottato come testo base per la riforma della legge sulla caccia: nelle sedute di questa settimana le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato si sono espresse sui primi quattro (l’ultimo, sui richiami vivi, è quello fin qui più rilevante) e, respingendo gli emendamenti non accantonati o ritirati, hanno mantenuto la formulazione originaria.

È probabile che del paio di migliaia d’emendamenti presentati nel corso dell’esame parlamentare abbiano modo d’incidere soprattutto i quattro formulati dai due relatori, Francesca Tubetti di Fratelli d’Italia e Giorgio Bergesio della Lega: più che quelle sulla caccia in deroga allo storno, sulla qualifica d’impresa agricola per le aziende faunistico-venatorie con scopo di lucro e sulla composizione del comitato faunistico-venatorio, ai cacciatori interessa la proposta sulla necessità di allineare al regolamento europeo la normativa nazionale sul divieto d’impiegare le munizioni in piombo nelle zone umide.

Il voto riprenderà a metà della prossima settimana, nel tardo pomeriggio di mercoledì, e proseguirà giovedì mattina. Se si vuole rispettare il calendario, occorre tenere un buon ritmo: l’aula del Senato attende di esaminare la riforma, conclusi i lavori in commissione, non più tardi di metà mese.

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