Respinti due ordini del giorno delle opposizioni sul declassamento del lupo

Respinti due ordini del giorno delle opposizioni sul declassamento del lupo
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Nel corso della discussione del disegno di legge delega sul declassamento del lupo il Senato ha respinto gli ordini del giorno presentati da Verdi-Sinistra e Partito democratico.

Sul declassamento del lupo la maggioranza è andata a diritto: approvando il disegno di legge delega sul recepimento della direttiva europea 1237/25, delle opposizioni il Senato ha respinto non soltanto gli emendamenti – esito ovvio: anche una sola modifica avrebbe reso necessario un ulteriore passaggio ala Camera – ma anche gli ordini del giorno, quegli atti d’indirizzo politico che impegnano il governo ad applicare una norma secondo una traiettoria specifica.

Alla proposta dell’Alleanza Verdi-Sinistra (l’avevano firmata Peppe De Cristofaro, Ilaria Cucchi e Tino Magni) era ovvio che il centrodestra non avrebbe dato seguito: l’odg G7.101 proponeva infatti una moratoria di un anno, nel corso del quale mantenere il lupo tra le specie rigorosamente protette – dunque non oggetto di gestione – mentre si sarebbe lavorato per «acquisire e rendere pubblici tutti gli elementi rilevanti» sul piano «scientifico, tecnico e giuridico».

La maggioranza ha respinto anche l’ordine del giorno del Partito democratico (G7.100, a doppia firma Filippo Sensi-Tatjana Rojc), che intendeva impegnare il governo a prevedere misure specifiche per il monitoraggio genetico e il contenimento (cattura e sterilizzazione) degli ibridi, a definire un sistema «omogeneo, tempestivo ed efficace» per l’indennizzo dei danni provocati alle aziende zootecniche, a finanziare «la realizzazione di recinzioni adeguate, sistemi di sorveglianza, servizi di guardiania, la formazione tecnica e buone pratiche di gestione delle greggi».

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