Agrivenatoria biodiversitalia segnala che le aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie che operano nelle zone del Piemonte soggette a restrizioni per la peste suina africana potranno beneficiare del dimezzamento della tassa di concessione regionale.
Sono «presidio del territorio e attori necessari per il depopolamento» dei cinghiali, «principale vettore del virus»: è per questa ragione, segnala Ab, che nel 2026 le aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie che operano nelle zone del Piemonte soggette a restrizioni per la peste suina africana potranno beneficiare di una riduzione cospicua (-50%) della tassa di concessione regionale. Lo prevede un ordine del giorno della Lega, in base al quale la giunta regionale definirà i criteri per accedere all’agevolazione.
Ab segnala che del sostegno può beneficiare «chi ha subito una drastica riduzione dell’utenza» e «dei ricavi» a causa «del divieto di prelievo venatorio e delle limitazioni agli spostamenti»; gli istituti faunistici privati, si chiude la nota, costituiscono «un settore che rappresenta un’eccellenza per il turismo rurale piemontese».
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