La cabina di regia: poche firme per i referendum, la caccia non desta allarme sociale

La cabina di regia poche firme per i referendum, la caccia non desta allarme sociale - cartello divieto di caccia
© John Bilous / shutterstock

Le poche firme raccolte dai referendum contro la caccia spingono la cabina di regia del mondo venatorio (Federcaccia, Libera Caccia, Arcicaccia, Enalcaccia, Anuu migratoristi, Italcaccia e Cncn) a sottolineare che non esiste un legame diretto tra le opinioni raccolte dai sondaggi e una mobilitazione effettiva della società civile.

Sulla piattaforma del ministero della Giustizia i due referendum promossi dall’associazione Rispetto per gli animali – uno per vietare la caccia tout court, uno per abolire l’articolo 842 del codice civile, quello che consente l’accesso ai fondi privati – hanno ottenuto poco più di 100.000 firme, dato che anche con l’aggiunta di quelle raccolte in forma tradizionale, sui registri cartacei, resta molto lontano dal mezzo milione necessario: pertanto la cabina di regia del mondo venatorio (ne fanno parte Federcaccia, Libera Caccia, Arcicaccia, Enalcaccia, Anuu migratoristi, Italcaccia e Cncn) sottolinea che, al di là di quanto descrivono i sondaggi delle ultime settimane, il tema non desta davvero un allarme sociale.

Le associazioni venatorie segnalano che sondaggi e raccolte firme misurano dimensioni differenti, e che il probabile fallimento dei referendum evidenzia che alle opinioni espresse in risposta a una domanda precisa non è detto che si leghi un atto concreto di partecipazione.

In altre parole: alle critiche che emergono dai risultati del sondaggio commissionato a Ipsos dalla Fondazione Capellino non corrisponde una mobilitazione di pari intensità; pertanto la cabina di regia del mondo venatorio chiede maggior cautela nel rappresentare la caccia come una questione capace di generare allarme diffuso, sulla quale i cittadini sono disponibili ad attivarsi direttamente.

Zipponi (Cncn): affrontare il tema senza semplificazioni

«Il sondaggio Ipsos e la raccolta referendaria offrono due prospettive diverse e complementari» commenta Maurizio Zipponi, presidente del Cncn, a nome della cabina di regia. «Il dato delle sottoscrizioni invita a leggere in un quadro più articolato le opinioni emerse dal sondaggio: pur in presenza di posizioni critiche verso la caccia, infatti, il tema non sembra tradursi in reale preoccupazione per i cittadini. Questo non significa sottrarsi al confronto, ma affrontarlo senza semplificazioni e senza trasformare» i sondaggi «in una rappresentazione complessiva del rapporto tra i cittadini e la caccia».

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