Il Partito democratico chiede al governo di farsi fornire dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni dati trasparenti sugli incidenti e sulla sicurezza a caccia.
«Morti, feriti, animali domestici uccisi»: anche se il numero degli incidenti è in calo, per Eleonora Evi la stagione di caccia ha lasciato dietro di sé «una scia di episodi drammatici», che rendono urgente l’avvio di una discussione pubblica «sulla sicurezza nelle aree rurali»; si spiega così l’interrogazione (insieme a Evi la firmano Matteo Mauri, Silvia Roggiani, Patrizia Prestipino e Anthony Barbagallo; non è l’unica in sospeso: risale a qualche giorno fa quella che contiene la proposta di estendere a tutto il territorio nazionale il divieto di usare munizioni in piombo) con la quale il Partito democratico chiede al governo Meloni una serie di risposte.
Per migliorare la trasparenza, scrive Eleonora Evi, il governo deve ottenere dall’Ivass, e poi trasmetterla al parlamento, una comunicazione dettagliata su tutto ciò che gravita intorno alle assicurazioni obbligatorie sulla caccia («numero e ammontare degli indennizzi liquidati, modalità di verifica dell’adempimento», cui a fini statistici s’aggiunge la distinzione tra «polizze collettive delle associazioni venatorie e contratti individuali»); inoltre serve un elenco analitico, diviso per forma di caccia e per regione, che riporti i dati su «morti, feriti, danni a cose, uccisione d’animali d’affezione».
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