Interrogazione al governo sulla composizione del comitato faunistico-venatorio

Interrogazione al governo sulla composizione del comitato faunistico-venatorio
Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura • © Alessia Pierdomenico

Stefano Vaccari, deputato del Partito democratico, ha annunciato di aver firmato un’interrogazione sulla composizione del comitato faunistico-venatorio.

È inevitabile che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’appello dell’Arcicaccia, prima che sulla vicenda si pronunci la Corte costituzionale la composizione del comitato faunistico-venatorio diventi tema di battaglia politica: nelle prossime settimane il ministro Lollobrigida, cui la legge di bilancio 2023 assegna il potere di servirsi di un decreto per nominare i componenti, dovrà rispondere a un’interrogazione parlamentare nella quale gli si chiede «quali iniziative intenda assumere per fornire rappresentanza adeguata alle Regioni, alle organizzazioni professionali agricole e alle associazioni venatorie e di protezione ambientale».

Insieme a Antonella Forattini e Andrea Rossi lo incalza Stefano Vaccari, deputato del Partito democratico in commissione Agricoltura, che valuta «una strada obbligata» il rinvio della questione alla Corte costituzionale: il governo Meloni, si legge nella nota che annuncia l’interrogazione, «ha stabilito, contrariamente a quanto avvenuto negli anni precedenti, di escludere dal comitato quelle associazioni venatorie e ambientaliste che la legge 157/92 riconosce e [coinvolge] nella gestione degli Atc», principio finalizzato «a garantire la più [ampia] rappresentatività possibile in un’azione [così] complessa».

Vaccari ricorda d’esser stato favorevole alla ricostituzione del comitato faunistico-venatorio, e però d’avere già all’epoca espresso il timore, «risultato fondato, che il ministro [si fosse] basato su ragionamenti di parte per esercitare la delega» che gli affidava il potere di nomina.

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