Preso atto dei risultati ottenuti nella battaglia contro la peste suina africana, la Commissione europea ha ridotto estensione e portata delle restrizioni in Lombardia.
«Un approccio integrato può incidere sulla gestione di un’emergenza sanitaria complessa» come la peste suina africana: così Guido Bertolaso e Alessandro Beduschi, assessori regionali al Welfare e all’Agricoltura, commentano il voto col quale la Commissione europea ha deciso di ridurre estensione e portata delle restrizioni in Lombardia.
Nel territorio della Città metropolitana di Milano tutti gli 82 comuni finora inclusi nella zona di restrizione entrano in quella libera; situazione simile si registra nel Lodigiano, dove dei 32 fin qui interessati solo il comune di San Rocco, per via dei casi registrati di recente nel Piacentino, resta in zona di restrizione 1.
Più articolata è la situazione nel Pavese, soprattutto nell’Oltrepò, «dove il monitoraggio della fauna selvatica» si legge nella nota «aveva evidenziato le criticità maggiori, e dove si rende necessario mantenere un livello avanzato di sorveglianza»: qui 56 comuni restano in zona di restrizione 2; degli altri 130 coinvolti 53 passano al livello inferiore, e 77 nella zona libera.
Il risultato «riflette la qualità delle attività di sorveglianza» chiudono Bertolaso e Beduschi, «la capacità di controllo della fauna selvatica e l’innalzamento degli standard di biosicurezza negli allevamenti, e premia un coordinamento territoriale che ha coinvolto in maniera integrata istituzioni, enti scientifici e operatori del settore».
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