Nel video tutorial pubblicato sul canale YouTube di Caccia Magazine Marco Caimi spiega quali fattori si devono tenere presenti per scegliere la giusta cartuccia a pallini.
Oltre alla carica di pallini di piombo o dei metalli alternativi, espressa in grammi o in once (l’equivalenza dice circa 28 grammi per un’oncia), per scegliere la cartuccia giusta bisogna conoscere altre caratteristiche, che Marco Caimi analizza nell’ultimo video pubblicato sul canale YouTube di Caccia Magazine, al quale conviene iscriversi – così come conviene cliccare sull’icona della campana – per restare aggiornati su ogni novità.
Il secondo aspetto tenere in considerazione è la lunghezza del bossolo esploso, espressa in millimetri o in pollici: si parla di cartucce standard (70 millimetri, ossia 2,5”), magnum (76 millimetri, 3”) e supermagnum (89 millimetri, 3,5”).
Segue la dimensione dei pallini, in Italia classificati secondo una nomenclatura che assegna il numero 14 al più piccolo (1,3 millimetri di diametro) e risale fino allo zero (3,9 millimetri), e poi aggiunge zero a zero finché non s’arriva a elencarne undici.
L’antimonio (Sb) serve ad aumentare la durezza del pallino: la percentuale standard è pari al 2%, in alcuni caricamenti – soprattutto per il tiro a volo – s’arriva al 5%.
Pallini diversi
Al classico palino in piombo nero temperato s’affiancano quelli nichelati o ramati: il rivestimento li rende più sferici e regolari, e di solito migliora il loro comportamento in volo e favorisce rosate più omogenee, dense e guarnite. Nichelatura e ramatura sono procedimenti diversi dalla verniciatura superficiale, che non apporta alcun vantaggio sul piano tecnico: pallini bianchi, oro, rossi possono risultare più gradevoli alla vista, utili soprattutto in caso d’impiego in bossoli trasparenti.
Si sta sempre più diffondendo l’impiego di materiali alternativi: Caimi ricorda che la numerazione, e quindi il diametro, restano gli stessi del piombo; cambia però il peso, che varia a seconda della densità. La regola pratica suggerisce di scalare di due numerazioni tra piombo e acciaio (dal 5 del piombo si passa al 3: maggiore il diametro, simile il peso), di una tra piombo e rame, di una o di nessuna tra piombo e bismuto; per il tungsteno spesso di un numero si sale.
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