Fidc torna ad analizzare lo studio Lipu-UniMi sull’eventuale migrazione anticipata

Fidc torna ad analizzare lo studio Lipu-UniMi sull’eventuale migrazione anticipata - tordo bottaccio
© Piotr Poznan / shutterstock

La Federcaccia cerca di depotenziare lo studio condotto dalla Lipu e dall’Università di Milano sull’eventuale migrazione anticipata di ventritré specie d’uccelli, possibile motivazione per far finire prima la stagione di caccia.

Assunti aprioristici, conclusioni inaffidabili: su questi cardini l’Ufficio studi e ricerche della Federcaccia incerniera la nuova analisi con la quale tenta di smontare, o almeno di depotenziare, il documento Lipu-Università di Milano finalizzato a dar conto dell’eventuale migrazione anticipata di ventitré specie d’uccelli, ragione sufficiente per far finire prima la stagione venatoria.

La prima critica riguarda l’affidabilità delle osservazioni. Anche se è gigantesco – circa quattro milioni – il numero di dati disponibili, per la Federcaccia sono troppi «i parametri non solidi scientificamente e non standardizzabili»: uscite libere nel tempo, nessuno sforzo di campionamento, scelta dei luoghi arbitraria, competenza dei volontari disomogenea.

«Semplificazione eccessiva»

«L’eccessiva semplificazione» si rintraccia anche nella scelta di analizzare ventitré specie senz’analisi critica e senza tenere conto delle differenze: ciascuna, infatti, si contraddistingue per «mobilità, per sensibilità ai cambiamenti climatici e alle variazioni di risorse alimentari, per modalità di migrazione».

Essersi limitati all’Italia non migliora la situazione: «un’analisi riferita [a una sola nazione], soprattutto dove si trovano [più] popolazioni svernanti di una medesima specie, non è sufficiente per determinare l’inizio della migrazione».

Inoltre, la Federcaccia segnala un pregiudizio metodologico alla base dello studio: l’incremento delle segnalazioni all’interno delle celle non è di per sé sufficiente ad attribuire a migrazione il movimento degli uccelli («sia per l’uso di celle di dimensioni variabili – la loro fusione opportunistica porta a una sovrarappresentazione artificiosa di alcune aree rispetto ad altre, soprattutto se i dati sono concentrati in zone specifiche», sia perché non è uniforme, né nel tempo né nello spazio, la raccolta), tanto più se non si prendono in considerazione i movimenti invernali erratici.

In sostanza, chiude la Federcaccia, lo studio si sviluppa secondo «assunzioni generali» che «non analizzano le motivazioni, le attitudini e le capacità delle osservazioni» dei volontari: non può essere abbastanza per dimostrare l’anticipo della migrazione prenuziale, e dunque giustificare la chiusura anticipata della caccia.

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