Cave canem. Il cane in 100 scrittori: il nuovo libro di Felice Modica

Cave canem. Il cane in 100 scrittori

Cave canem. Il cane in 100 scrittori è il titolo del nuovo volume di Felice Modica. Un libro raffinato e colto, ma lieve, che racconta il cane attraverso l’opera e l’esperienza di cento autori di ogni tempo.

Di Felice Modica i nostri lettori conoscono bene la sua grande passione per la caccia, la sua penna fine e arguta, la sua accurata cultura letteraria, il suo essere un ricercato bibliofilo e il suo infinito amore per i cani. Amore che si è declinato in molti modi: li ha scelti come compagni di vita, come membri della famiglia, li ha osservati a lungo cercando di intuire le loro dinamiche di interazione e comunicazione, li ha studiati e li ha cercati anche in tante pagine di letteratura, sempre per avvicinarsi al loro mondo, con sensibilità, rispetto e attenzione.

Cave canem. Il cane in 100 scrittoriE la sua ultima opera Cave canem. Il cane in 100 scrittori (editore OlioOfficina, 22 euro), presentata lo scorso 24 gennaio alla XV edizione di Olio Officina Festival, è proprio un omaggio all’universo cinofilo. Un libro raffinato e colto, ma lieve, che racconta il cane attraverso l’opera e l’esperienza di cento autori di ogni tempo.

Cave canem: attenti al cane; e in queste 300 pagine Modica pone la sua e la nostra attenzione sulle mille sfumature che ci legano da tempo immemore a un essere altro da noi, ma che da sempre ci accompagna nel cammino della vita.

Le sedici sezioni tematiche (bambini, bassotti, bastardi, cacciatori, classici, da compagnia, detective, filosofi, fumetti, misteriosi, mitici, poeti, psicologi, umoristi, viaggiatori e zoologi) ci consentono di entrare in spazi in cui il cane è osservato, vissuto e descritto sotto una luce diversa: compagno di caccia, simbolo, specchio dell’uomo, presenza inquieta o consolatoria, creatura istintiva e nel contempo pensante.

E a impreziosire ulteriormente le pagine di questo denso volume sono inserite, tra le parole dei grandi, le illustrazioni di Stefania Morgante, autrice anche del disegno in copertina che centra magistralmente il cuore dell’opera.

La cosa che sicuramente cattura il lettore è l’abilità di Modica di legare le pagine scritte dai più grandi di ogni tempo ad aneddoti ed esperienze personali, inducendo chi legge a sentirsi compagno di passione di Brera, Faulkner, Tolstoj, Blixen, Camilleri, Turgenev, Sciascia, Tomasi di Lampedusa, Rigoni Stern, Pergaud, Harrison. Perché quando si ha un amico comune, un amico vero da condividere, questo contribuisce a superare differenze, barriere temporali e culturali, e ci si trova uniti in un misterioso sentimento che innegabilmente fa del cane il migliore amico dell’uomo.

Così, anche la caccia suscita empatia quando il protagonista è il cane, quando le parole ne descrivono l’istinto venatorio, irrefrenabile, profondo e appassionante, quando tra le righe è immortalata la bellezza estetica di un’azione di caccia dell’ausiliare.

Come ha scritto Stenio Solinas su Il Giornale, Modica «estrae tutto quello che in materia di cani è stato narrato, filosofeggiato, descritto»; lo ripropone in maniera critica non come semplice citazione, allargando gli orizzonti con spiegazioni, collegamenti ed rafforzando con esperienze personali.

È proprio questo scambio tra grandi, questa esplorazione di “mondi canini” che si incrociano con il nostro, che rende il volume vivo, originale, non didascalico, né pedante. Ha una sua anima che respira in ogni pagina, opera letteraria di valore qual è; è un libro elegante, colto, che insegna e fa riflettere con il sorriso.

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