Animalisti e ambientalisti: «Sospendere attività comitato faunistico-venatorio»

Animalisti e ambientalisti «Sospendere attività comitato faunistico-venatorio» - cacciatore di spalle in zona umida
© izzet cakalli / shutterstock

In attesa della pronuncia della Corte costituzionale, Lav, Lac, Lipu e Wwf chiedono al governo di sospendere le attività del comitato faunistico-venatorio.

La mossa era rimasta sullo sfondo considerato che la copertina se la sono presa prima la notizia e poi le reazioni della politica (il Partito democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare) e delle sigle direttamente coinvolte, ma già da qualche giorno Lav, Lac, Lipu e Wwf hanno chiesto al ministero dell’Agricoltura di sospendere le attività del comitato faunistico-venatorio nazionale finché, dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’appello dell’Arcicaccia, la Corte costituzionale non si sarà pronunciata sulla legittimità della normativa che, ricostituendolo, ne modifica criteri e modalità di nomina.

Per Lav, Lac, Lipu e Wwf il comitato è diventato «un organismo marcatamente politico», dalla composizione «sbilanciata e priva di un adeguato contrappeso tecnico-scientifico», finalizzato a «legittimare politicamente le scelte venatorie»: lo dimostra la serie di «pareri favorevoli» sui calendari regionali, analizzati secondo «procedure metodologicamente deboli».

Di fatto si tratta, ritengono le quattro associazioni, di uno strumento con cui «limitare o azzerare il ruolo dell’Ispra», una scelta che «rappresenta un attacco alla scienza e alle gestione responsabile della fauna».

La piega assunta dalla vicenda è un esempio perfetto dell’eterogenesi dei fini, il principio secondo il quale le azioni umane spesso producono risultati, o hanno effetti collaterali, diversi da quelli desiderati, se non addirittura opposti.

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