La Commissione europea sta continuando a lavorare al divieto assoluto di usare munizioni spezzate in piombo.
Restano escluse le munizioni a palla singola, perché «non si vuole indebolire la catena produttiva in un settore critico per la sicurezza nazionale» e perché la dispersione è minima rispetto ai pallini (in vent’anni, 8.232 contro 558.000 tonnellate), ma la tagliola sta per attivarsi: nell’ultima bozza del nuovo regolamento, presentata nel corso dello World forum on the future of sport shooting activities, la Commissione europea scrive che nel giro di tre anni dall’approvazione – di cinque per il tiro sportivo all’aperto, nel quale saranno possibili deroghe soltanto per gli impianti che garantiranno l’impiego di sistemi certificati per il recupero integrale – dovrà entrare in vigore il divieto di usare il piombo nelle munizioni spezzate. Lo rivela Ab, una delle sigle che in Italia rappresentano i gestori delle aziende agrituristico-venatorie.
Le associazioni di settore, si legge nella nota, sono preoccupate, perché «le alternative al piombo non hanno ancora raggiunto standard soddisfacenti: i materiali sostitutivi presentano criticità in termini sia di performance balistiche sia di costi di produzione, che ricadrebbero inevitabilmente sull’utente finale».
Il testo non è ancora definitivo: la bozza è ora al vaglio del comitato Reach, che dopo averla esaminata e commentata la invierà di nuovo alla Commissione europea; a seconda della qualifica formale che assumerà il provvedimento, potrebbe essere necessario un passaggio anche dall’aula del parlamento europeo.
Le categorie interessate, chiude Ab, stanno lavorando «per evidenziare le lacune del documento e ottenere ulteriori modifiche che rendano la transizione più sostenibile per il comparto».
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