L’Anuu migratoristi critica il compromesso che ha allungato a sette anni il periodo di transizione alla fine del quale in Europa scatterà il divieto di usare munizioni spezzate in piombo.
Al divieto generalizzato di impiegare munizioni spezzate in piombo l’Anuu migratoristi è e resterà sempre contraria, tanto da prendere le distanze dalla nota con cui la Face, la federazione delle principali associazioni venatorie d’Europa, segnala di aver addolcito la proposta originaria (dal perimetro restano escluse slug e munizioni metalliche, e il periodo di transizione sale da tre a sette anni).
Su due punti Marco Castellani, il presidente nazionale dell’Anuu, basa la propria argomentazione: «all’incertezza scientifica», definita come «l’assoluta mancanza di prove definitive sui reali effetti ambientali e biologici dell’uso delle munizioni tradizionali», si associa un «danno certo per i cacciatori», in particolare per «i migratoristi», visto che «sul mercato non esistono munizioni alternative» che a livello tecnico siano «comparabili» a quelle in piombo e «sostenibili sul piano economico».
L’Anuu ribadisce di non condividere i presupposti del compromesso che ha allungato a sette anni il periodo di transizione: «limitarsi a rinviare un problema grave non significa risolverlo, ma soltanto evitare di affrontarlo alla radice».
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