L’incontro di Avigliano sancisce l’ingresso di “Selvatici e buoni”, l’iniziativa quasi decennale con la quale la Fondazione Una promuove la filiera delle carni di selvaggina, in Basilicata.
Promosso insieme alla Regione e al Comune e chiuso da una cena gourmet, curata dagli chef Rocco Rosa e Stefano Marinucci, presso l’Osteria al Borgo, l’incontro di Avigliano (Pz) coincide con l’ingresso di “Selvatici e buoni” in Basilicata, dove da poco più di due mesi è in vigore la nuova legge sulla caccia: per la Fondazione Una, che il progetto l’ha ideato quasi un decennio fa, è necessario «approfondire le opportunità legate alla valorizzazione delle carni di selvaggina» all’interno del nuovo quadro normativo locale, per favorire la costruzione di un modello di filiera «sostenibile, tracciato e integrato nel territorio».
La nuova legge, segnala la Fondazione Una, spinge a superare le criticità di un settore che troppo spesso ha dovuto affrontare «limiti operativi» nelle strutture dedicate e che dunque ha dovuto trasferire le carni al di fuori dai confini regionali, «invece di generare valore a chilometro zero».
«La Basilicata sta vivendo una fase di rinnovamento normativo» commenta Marina Berlinghieri, responsabile relazioni istituzionali di Fondazione Una, «che richiede visione, sinergia e strumenti operativi in grado di trasformare la gestione faunistica in una risorsa reale». Lavorare perché la filiera della selvaggina sia sostenibile e tracciata «significa garantire sicurezza igienico-sanitaria, trasparenza e valore economico sul territorio»; per raggiungere quest’obiettivo servono però «alleanze forti tra istituzioni, operatori della ristorazione e mondo venatorio».
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