Neppure nell’ultima settimana di febbraio le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato si riuniranno per iniziare a votare gli emendamenti alla riforma della legge sulla caccia promossa dal centrodestra.
Non c’è niente da fare: neppure nella settimana che s’apre lunedì 23 – l’ultima di febbraio, la ventitreesima consecutiva dopo la fine della discussione – le commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato inizieranno a votare i 2.084 emendamenti alla riforma della legge sulla caccia promossa dal centrodestra.
In teoria l’articolato deve arrivare in aula a metà aprile, e anche in quel passaggio non ci s’aspettano tempi brevi; né ci s’aspettano alla Camera, dove la procedura inizierà daccapo e dove, in assenza d’un solido accordo preliminare, è concreto il rischio di qualche modifica, scenario che renderebbe necessaria una terza lettura.
Nel frattempo continua l’opposizione di alcuni segmenti della società civile: commentando la tragedia dei Nebrodi, in relazione alla quale ha sottolineato che in Italia «si continua a morire di caccia», l’Enpa è tornata a chiedere alla maggioranza di ripensarci e di ritirare l’intero ddl.
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