Cinque sigle animaliste chiedono al Senato di approvare una moratoria, di almeno un anno, sul declassamento del lupo.
Al declassamento del lupo, specie non più strettamente protetta, le associazioni animaliste non s’arrendono: Enpa, Lav, Lndc, Wwf e Fondazione Capellino, quella della campagna “Niente giustifica la caccia” contro la quale tanto ha battagliato la Fondazione Una, chiedono al parlamento – nella fattispecie, al Senato – di approvare una moratoria «d’almeno un anno», per rendere possibile «una valutazione completa e trasparente di tutti gli elementi scientifici, tecnici e legali» della questione, «finora ignorati» con una mossa «potenzialmente devastante per la biodiversità e la convivenza nei territori».
Non è l’unica richiesta rivolta alle istituzioni: al ministro Lollobrigida le cinque sigle sollecitano «un intervento formale presso le Regioni» affinché applichino «le misure di prevenzione delle predazioni, già finanziabili con i fondi della politica agricola comune»; in parallelo, agli allevatori è necessario garantire «la rifusione piena e tempestiva» dei danni «adeguatamente accertati».
Infine, Enpa, Lav, Lndc, Wwf e Fondazione Capellino ritengono che «a una grande campagna d’informazione sull’etologia [del lupo] e sulla convivenza con il lupo», utile a «contrastare disinformazione, paure infondate e allarmismi che alimentano bracconaggio e tensioni sociali», debba affiancarsi un piano nazionale, di durata biennale, che attui la legge 281/91 sulla tutela degli animali d’affezione e sulla prevenzione del randagismo: «una parte rilevante dei lupi presenti sul territorio è costituita da ibridi, nati dall’abbandono e dalla mancata gestione dei cani».
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