La cabina di regia del mondo venatorio commenta il risultato dello studio dell’Università di Urbino sul numero degli incidenti di caccia nella stagione 2025/2026.
Premesso che l’obiettivo deve coincidere con l’azzeramento, è doveroso riconoscere che le campagne sulla sicurezza stanno gradualmente producendo qualche effetto: l’Università d’Urbino ha notificato che nel corso della stagione 2025/2026, chiusa da una manciata di ore, il numero degli incidenti di caccia (quarantacinque, otto mortali) è calato rispetto ai sessantaquattro (quattordici mortali) della stagione precedente. Lo studio, ormai un classico, filtra gli episodi escludendo quelli legati a malori, cadute, atti intenzionali o bracconaggio. Se però si considerano i dati raccolti su base annua, il 2025 fa registrare un leggero incremento dei feriti rispetto al 2024: da trentaquattro si sale a trentasette.
Alla diffusione dello studio è seguito il commento della cabina di regia del mondo venatorio: Federcaccia, Enalcaccia, Arcicaccia, Libera Caccia, Anuu migratoristi, Italcaccia e Cncn «rinnovano il proprio impegno verso [una campagna] di prevenzione sempre più attenta»: aumenteranno ancora «i corsi e le attività formative [finalizzate] a migliorare le condizioni di sicurezza dei cacciatori».
In parallelo, per le associazioni è necessario evitare «campagne di disinformazione» come quelle comparse sui social media, che di recente «hanno riproposto incidenti della stagione passata, perfino con notizie di oltre un anno fa».
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