Giani firma ordinanza contro la peste suina africana in Toscana

Giani firma ordinanza contro la peste suina africana in Toscana - due cinghiali mangiano
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Con l’ordinanza 1/26 Eugenio Giani, presidente della Toscana, ha integrato le disposizioni del commissario straordinario alla peste suina africana.

Per integrare ciò che il commissario straordinario ha disposto con l’ordinanza 7/25 e farla aderire alla specifica situazione locale nella giornata di ieri Eugenio Giani, presidente della giunta regionale della Toscana (peraltro nel secondo mandato s’è tenuto per sé le deleghe alla gestione faunistico-venatoria), ha firmato l’ordinanza 1/26, che contiene sia una serie di misure orientate a «prevenire, controllare ed eradicare» il virus della peste suina africana, sia l’elenco dei comuni inseriti nelle zone di restrizione.

A differenza che nelle zone II e III, dove per il controllo del cinghiale oltre alle trappole e al prelievo alla cerca o da appostamento si può fare affidamento sulla girata (massimo tre cani e venti persone per unità di gestione, vietati interventi in parallelo con altre squadre), nella zona Cev questa tecnica è circoscritta ai soli comuni indenni per quattro mesi consecutivi; resta comunque ridotto l’equipaggio, massimo un cane limiere e sei operatori.

Per il resto nelle zone così classificate valgono i medesimi divieti: niente caccia e niente prove cinofile su cinghiale, per le altre specie – tranne se s’impiegano mute specializzate, con brevetto Enci, su lepre e volpe – massimo tre cacciatori e tre cani.

Nella zona di restrizione I, quella più esterna, per la caccia al cinghiale rimane necessaria la deroga del commissario straordinario.

Il resto del territorio non prevede limiti, tranne il divieto di cacciare il cinghiale in forma singola anche per tutto il mese di febbraio.

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