Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello con cui la Stazione ornitologica abruzzese e la Lndc contestavano l’ultima sentenza del Tar sul calendario venatorio dell’Abruzzo.
La valutazione è identica a quella espressa sulla situazione delle Marche (quando s’è affidata al parere del comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale «disattendendo [quello] dell’Ispra», la giunta regionale «ha assunto una decisione [a prima vista] non illogica né [che travisa] i fatti»), opposta però era la decisione di primo grado, contro la quale ricorso l’avevano presentato non i cacciatori, ma la Stazione ornitologica abruzzese e la Lndc: dunque, non trovandosi davanti niente da ribaltare, il Consiglio di Stato (ordinanza 115/26) ha confermato l’ultima sentenza del Tar, che dopo un provvedimento cautelare di segno diverso aveva stabilito di ripristinare la versione originaria del calendario venatorio dell’Abruzzo.
Restano dunque valide le date di chiusura disposte dalla giunta regionale: il tordo bottaccio sarà cacciabile fino al 19 gennaio, tordo sassello e cesena fino al 31.
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