Tar modifica il calendario venatorio della Sicilia

calendario venatorio della Sicilia: beccaccia nell'erba
© Wang LiQiang / shutterstock

Il Tar accoglie il ricorso di Legambiente, Wwf e Lipu contro il calendario venatorio della Sicilia.

Niente caccia a pavoncella, moriglione e coniglio selvatico, niente liberazione con successivo abbattimento di starna e fagiano nelle aziende agro-venatorie: chiamato in causa da Legambiente, Wwf e Lipu, il Tar modifica pesantemente il calendario venatorio della Sicilia per la stagione 2020/2021. Perché sì, è vero che è una decisione cautelare, ma la camera di consiglio è stata fissata a inizio maggio. A meno di decisioni diverse del Consiglio di Stato dopo eventuali controricorsi, si procederà dunque su questo sentiero.

Il Tar cambia anche la data di apertura della caccia alla volpe, 1° ottobre anziché 20 settembre, e soprattutto la chiusura della caccia alla beccaccia, anticipata dal 20 gennaio al 31 dicembre. Il tribunale non ha accolto un unico capitolo del ricorso, quello che chiedeva di vietare il prelievo a “diverse forme fenotipiche del cinghiale”. Il calendario specifica che si può cacciare solo il cinghiale, non maiali domestici anche se ibridi.

Il passaggio su pavoncella e moriglione merita uno sguardo in più. Secondo il Tar le disposizioni regionali contrastano con le indicazioni del ministero che si richiama “al rispetto di precisi obblighi internazionali assunti dallo Stato italiano”. Esplicito il richiamo alla recente sentenza del Tar della Toscana. Evidentemente è la linea prevalente.

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