Steiner Ranger 6 3-18×56, la recensione in anteprima

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Steiner amplia la propria gamma, attualmente piuttosto compressa nel segmento venatorio e popolata unicamente dal modello Ranger, con due nuove ottiche con fattore zoom 1:6. Ed è proprio il Ranger a subire questa implementazione con una nuova linea battezzata, coerentemente con la nomenclatura contemporanea, Ranger 6.

Da un punto di vista puramente estetico, le ottiche Ranger 6 non differiscono da quelle della serie minore, tuttora a catalogo. Sono contraddistinte da un’eccezionale compattezza che influisce positivamente anche sul peso, ben inferiore agli 800 grammi nell’allestimento super luminoso in trattazione. Due i modelli che oggi compongono la famiglia, che è prevedibile venga completata in tempi rapidi; il lancio era previsto per i primi mesi dell’anno ma le complicazioni legate all’emergenza sanitaria hanno sballato i piani di molti e costretto a posticipare presentazioni e commercializzazioni di nuovi prodotti.

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Si parte dalla classica ottica da battuta 1-6×24 che, in virtù dell’ingrandimento superiore, si presta anche ai tiri più lunghi che possono presentarsi nella caccia in braccata, tra il controllo diurno e la selezione, e un all-rounder 3-18×56 che sacrifica qualcosa sulle distanze più brevi ma, grazie al suo tiraggio, lascia ipotizzare un impiego quasi universale nelle cacce di selezione. Aiutato in questo, dalla campana da 56 millimetri che ne suggerisce l’impiego anche su specie dalle abitudini crepuscolari.

Il tubo e le lenti

Il corpo dell’ottica è monolitico, realizzato per asportazione di materiale da un massello di alluminio e successivamente anodizzato. Il comparto ottico è di prima qualità con lenti ED a bassa dispersione e alto contrasto che derivano dall’esperienza maturata dal produttore tedesco nel settore militare. Con un 92% di trasmissione luminosa, le proposte Ranger 6 garantiscono ottimi livelli per strumenti assimilabili alla fascia intermedia di mercato. Eccellenti i valori relativi all’angolo di campo, che si pongono al limite superiore del segmento.

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La regolazione del punto d’impatto avviene a passi di un terzo di Moa, un centimetro a 100 metri, in un intervallo di 190 centimetri per l’ottica a maggiori ingrandimenti e di 300 centimetri per quella da battuta, su entrambi gli assi. Ogni giro della torretta corrisponde a 80 click, quindi 27 Moa. Le variazioni possono essere agevolmente realizzate a mani nude e la torretta Zeromode consente l’azzeramento degli indici dopo la regolazione dell’ottica così da facilitare il ritorno allo zero dopo l’uso. Le torrette sono coperte da cappucci in alluminio che ne tutelano l’integrità. Entrambi i cannocchiali adottano un reticolo 4A-I illuminato disposto sul secondo piano focale, come preferibile nelle ottiche a destinazione venatoria. Il reticolo 4A-I è una scelta che andrà ad accontentare la maggior parte degli utenti e che si lascia apprezzare per la rapidità di acquisizione del bersaglio e la scarsa copertura del campo inquadrato.

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Entrando nel dettaglio dello Steiner Ranger 6 3-18×56, si nota la presenza della ghiera per la registrazione della parallasse, regolabile tra 50 metri e l’infinito. Quest’opzione consente la messa a fuoco di bersaglio e reticolo su un medesimo piano focale annullando ogni possibile errore di traguardo. La luminosità del reticolo può essere impostata su 11 livelli con punti intermedi di spegnimento. Il comando del reostato è coassiale alla torretta dedicata alla regolazione della parallasse.

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Dettagli che fanno la differenza

D’impostazione prettamente europea, la serie Ranger 6 porta sull’oculare tanto la ghiera deputata alla variazione degli ingrandimenti, assistita da una gommatura e da un risalto che ne facilitano la rotazione, quanto il comando per la regolazione diottrica e la messa a fuoco del reticolo. Questa pratica, lo ricordiamo, è importante quanto la regolazione della parallasse perché il cacciatore possa sparare con la giusta confidenza nello strumento e minimizzando ogni potenziale errore oggettivo.

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Il corpo è perfettamente sigillato e riempito in azoto, garantendo così l’impermeabilità fino a due metri e inibendo l’appannamento in caso di shock termico. Nelle intenzioni del produttore, la compattezza di questo strumento e l’ampio diametro del suo obiettivo lo rendono lo strumento ideale per l’applicazione di dispositivi clip-on di vario genere. Inevitabilmente la mente corre a quelli ad amplificazione della luce per il controllo notturno del cinghiale.

Scheda tecnica dello Steiner Ranger 6 3-18×56

Produttore: Steiner
Modello: Ranger 6
Ingrandimento: 3-18x
Diametro obiettivo: 56 mm
Diametro pupilla d’uscita: 3,8-10 mm
Estrazione pupillare: 90 mm
Reticolo: 4A-I
Campo visivo (a 100 metri): 14,05-2,41 m
Peso: 754 g
Lunghezza: 338 mm
Diametro tubo centrale: 30 mm
Prezzo: 1.699 euro
Sito produttore
Distributore: Beretta

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