Ricarica calibro 12: per la beccaccia

Ricarica calibro 12

Ricarica calibro 12 per la caccia alla beccaccia con con polvere Baschieri & Pellagri MBx36.

Per le occasioni in cui la distanza diventa relativa ecco un assetto di ricarica calibro 12 realizzato con la MBx36, ideata per spingere nel calibro 12 cariche comprese tra 36 e 38 grammi di pallini. Fisicamente questa polvere si presta a essere facilmente identificata grazie alle sue lamelle di colore base bruno con punto verde spesse 0,11 e lunghe 1,4 millimetri per lato. Risulta, nella sua struttura classica, essere composta per l’85% da nitrocellulosa arricchita dal 10% di nitroglicerina, 3,7% di stabilizzanti e plastificanti, 0,15% di graffite e 1,15% d’umidità residua. Completano il quadro tecnico il titolo azotometrico pari a 13,10 e la densità gravimetrica di 530 grammi per litro. Felicemente nota per la sua insensibilità all’umidità e agli sbalzi climatici, conserva questa sua connotazione nel tempo. È presente in questo assetto in dose di 1,85 grammi che ben si associano alla carica di pallini, offrendo al riscontro in canna manometrica la ragionevole pressione media di 700 bar. Dopotutto, la stessa casa produttrice Baschieri & Pellagri, nella manualistica più recente, consiglia per il calibro 12 una dose di polvere pari a 1,87 grammi per spingere 36 o 38 grammi di piombo.

La carica di pallini è generosa

La carica di pallini è generosa. Non c’è dubbio. Ma resta il fatto che questa è una cartuccia pensata per l’inverno inoltrato, quando la regina è ben conscia dell’insidia che può riservare l’incontro con il cane e il suo conduttore. Il bosco è ormai spoglio, ma l’abile pedinatrice ha ben inteso come eludere il fedele ausiliare involandosi spesso al limite del tiro. Ecco che la corposa carica di 36 grammi di pallini del numero 7 viene in aiuto.

La cartuccia, così composta, conta 396 pallini dal diametro di 2,5 millimetri. Il tiro, anche sulla linea più lunga, potrà essere assicurato. L’allestimento con borra biorientabile, tuttavia, offre una buona apertura anche sulle brevi e medie distanze, come dimostrato dalle prove in placca. Può diventare, all’occorrenza, una prima canna per la caccia in montagna a servire il cane sulla ferma di selvatici come la coturnice, senza tralasciare la possibilità d’utilizzo su starna e fagiano.

Una cartuccia polifunzionale, insomma, che pur rinunciando alla numerosità delle sfere in essa contenute potrà compensare con una maggiore propensione alla penetrazione sulle lunghezze meno brevi che ci separano dal selvatico.

Bossolo firmato Cheddite

Il bossolo del produttore livornese è del tipo 5. Anche l’occhio vuole la sua parte. Il generoso fondello alto 25 millimetri aiuta anche nel veloce riconoscimento della cartuccia sul campo di caccia. La media delle pressioni massime ottenute in canna manometrica per questa ricarica è pari a 700 bar. L’eccessiva corazza del bossolo di riferimento ben potrebbe essere sostituita con un fondello meno ampio, ma sulle ragioni della scelta già si è detto. L’apice del tubo in plastica trasparente è svasato, permettendo una facile esecuzione della chiusura stellare con i sei petali ben serrati tra loro nel punto di congiunzione.

Il bossolo Cheddite in calibro 12 è già equipaggiato con il suo innesco proprietario CX 2000. L’apparecchio di alta potenza s’identifica senza particolari incertezze per la lacca isolante sottoforo di colore nero e la capsula ramata. È in linea con le caratteristiche della polvere MBx36 che richiede un intenso impulso d’accensione.

Borra Gualandi biorientabile

La borra di colore verde si lascia apprezzare al meglio nel bossolo con tubo trasparente. Anch’essa può valere a titolo di segno distintivo della tipologia di caricamento. Inoltre, la stessa colorazione rimanda la mente a quella del propellente che contiene nella sua parte inferiore. Più comuni sono le borre biorientabili in colore neutro, ugualmente valide. L’altezza della borra è pari a 18 millimetri e lo stesso produttore ne dichiara la tipica associazione a cariche di circa 35 grammi di pallini. Non evita di puntualizzare come la dose di piombo supportabile dipenda dalla volumetria della polvere e dalla profondità del buscione. Nel nostro caso, considerati gli appena accennati fattori, i 36 grammi di piombo numero 7 vengono alloggiati senza problemi di sorta.

Il punto di forza delle borre biorientabili Gualandi è quello di trasformarsi parzialmente in un piccolo contenitore grazie alla generosa cavità che riesce a contenere quasi la terza parte dei pallini, preservandoli dal contatto con la canna, a tutto vantaggio della distribuzione centrale della rosata.

Chiusura stellare

La chiusura stellare è a sei petali. Come anticipato, l’ottima svasatura eseguita sui bossoli Cheddite permette un netto e preciso accoppiamento delle pliche nel punto di contatto centrale. È così scongiurato il fastidioso inconveniente di ritrovarsi una cartuccia spaziata nel mezzo che lasci intravedere o, ancor peggio, fuoriuscire i pallini. Dopo l’incisione la chiusura viene ribassata sotto l’apposita stazione e solo al termine si passa all’orlatura vera e propria. La bobina utilizzata per completare il lavoro è prodotta dalla ditta Omv. Ha profilo del tipo 1, come l’incisione al laser riporta sul fianco. Offrendo una buona rifinitura che lascia l’orlo sottile, ma ben serrato. L’altezza finita della cartuccia ferma il calibro a 58 millimetri esatti.

Ricarica calibro 12: l’esame in placca

Per la prova in placca duplice scenario di tiro. Il protagonista sul campo è il fucile semiautomatico dell’urbinate Benelli dedicato a questa caccia specialistica, il modello Montefeltro Beccaccia. La canna, come consuetudine, lunga 61 centimetri si associa agli strozzatori progressivi da 70 millimetri di altezza.

Ricarica calibro 12Il primo colpo è stato esploso con l’ausilio dello strozzatore cilindrico e ha riempito la placca quasi per l’intera circonferenza alla distanza di 15 metri. Si osserva una maggiore concentrazione al centro della placca, addebitabile, come anzidetto, alla peculiare forma della borra. Tuttavia anche la distribuzione periferica dovrebbe garantire un minimo di tre pallini necessari ad attingere con successo il bersaglio vitale.

La seconda prova in placca è sulla linea dei 20 metri, questa volta in associazione allo strozzatore da tre stelle. La scelta è meditata. Il fine è quello di dimostrare la mutevole natura della ricarica con borra biorientabile che, associata al maggiore grado di restringimento in volata, riesce a raggruppare opportunamente lo sciame di pallini.

Ricarica calibro 12
Distanza 20 metri, fucile Benelli Beccaccia, canna 61 cm, *** (M)

Questa è da interpretarsi come la placca del secondo colpo esploso da un ipotetico basculante che può beneficiare del diverso grado di strozzatura. In considerazione del contenuto diametro della rosata, unitamente alla concentrazione osservata alla soglia dei 20 metri, il doppiaggio del tiro sarà garantito anche quando l’ormai scaltra regina riesca a involarsi su distanze maggiori.

Le prove di rosata

  • Distanza di tiro: 15 e 20 metri
  • Fucile: Benelli Montefeltro Beccaccia
  • Calibro: 12/76 mm Magnum
  • Strozzatura: ***** Cyl / *** M
  • Foratura canna: 18,3 mm
  • Lunghezza canna: 61 cm / 24”
  • Temperatura esterna: 16

Ricarica calibro 12: i dati in breve

  • Bossolo: Cheddite trasparente con fondello tipo 5; altezza 25 mm, lunghezza 70 mm
  • Innesco: Cheddite CX 2000
  • Polvere: B&P MBx36
  • Dose: 1,85 grammi
  • Borra: Gualandi Bior h 18 mm
  • Piombo: 36 g di pallini n° 7
  • Numero pallini: 396
  • Chiusura: stellare a sei pliche
  • Altezza cartuccia finita: 58,0 mm
  • Peso cartuccia finita: 48,61 g
  • Velocità: 400 m/s
  • Pmax: 700 bar
  • (V1 canna manometrica)

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