Restrizioni alla caccia, aperture dall’Emilia Romagna

Restrizioni alla caccia: due cacciatori in abbigliamento alta visibilità
© Mountains Hunter / shutterstock

In Emilia Romagna si riducono le restrizioni per la caccia al cinghiale.

La prima buona notizia sulle restrizioni alla caccia arriva dall’Emilia Romagna, zona arancione. I cacciatori impegnati nei piani di contenimento del cinghiale in tutte le forme (selezione, braccata, girata) potranno muoversi tra Comuni diversi. Lo chiarisce la giunta che cita la risposta della prefettura appositamente interrogata. La caccia al cinghiale ha un ruolo essenziale nella lotta “alla peste suina africana, nella tutela dell’agricoltura e nella prevenzione degli incidenti stradali”. Teoricamente sono autorizzati a spostarsi anche i cacciatori di cinghiale che provengono da fuori. Bisogna però capire se la Regione di partenza consenta lo spostamento fino al confine. E su questo aspetto conviene rimanere estremamente prudenti e attendere.

Nel frattempo i cacciatori italiani bussano a Palazzo Chigi. “Non riusciamo a comprendere” le restrizioni alla caccia imposte a priori. È uno dei punti chiave della lettera che la cabina di regia ha inviato a Giuseppe Conte per chiedergli un incontro e proporre soluzioni a una situazione bloccata. L’obiettivo dichiarato è rimodulare i divieti di spostamento che di fatto vietano la caccia nelle zone rosse e la limitano al Comune di residenza in quelle arancioni. Il governo, scrivono i presidenti delle sette associazioni riconosciute e Nicola Perrotti (Cncn), è chiamato a confermare “l’interesse e il rispetto delle istituzioni” nei confronti dei cacciatori, componente essenziale del tessuto sociale italiano per l’economia e l’ambiente.

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