Peste suina, ok a utilizzo di cani per monitoraggio carcasse

peste suina: springer spaniel monitoraggio
© Ivanova N / shutterstock

I cani specializzati possono essere un ottimo strumento nella sorveglianza passiva della peste suina africana. Gli ultimi test del progetto pilota di Enci fanno sperare.

Le unità cinofile addestrate a rilevare le carcasse di cinghiale possono essere uno strumento efficace per prevenire e controllare la peste suina. La zona addestramento cani di Poggio Capponi (Montespertoli, Fi) ha ospitato le verifiche finali dello studio pilota di Enci, cui hanno partecipato tre addestratori con due springer spaniel e un annoveriano. Lo scopo del progetto, ora vidimato anche dall’esito positivo dell’ultimo test, è creare binomi specializzati che rilevino le carcasse di cinghiale e così potenzino la sorveglianza passiva della psa.

I cani hanno dimostrato di saper trovare e segnalare l’odore target in un ambiente realistico ricco di distrazioni comuni. Insieme a Enci, al progetto partecipano Ispra, Legambiente, la Società italiana di ecopatologia della fauna e l’Università Federico II di Napoli. Di peste suina si è tornati a parlare a inizio mese, dopo la conferma del primo caso in Germania. Il governo italiano sta lavorando a un decreto che prevenga la diffusione del contagio nel Paese.

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