Pedersoli 86/71 Boarbuster Mark II, il test a caccia

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Pedersoli è un marchio che richiama armi ispirate al passato ma costruite sfruttando sistemi di produzione moderni. Con inevitabili benefici in termini di funzionalità, resistenza e sicurezza. Da tempo presenta un’ampia scelta di carabine a leva che spaziano dal modello 1886 alle sue più recenti variazioni, conosciute come modello 71.

L’arma che identifica per antonomasia il marchio Winchester viene sviluppata a partire da metà degli anni Sessanta dell’Ottocento ispirandosi alla carabina Henry (1860); il suo sistema manuale di ripetizione del colpo, ingegnoso e affidabile, ne sancirà il successo elevandola ad archetipo di un segmento commerciale. Questo inizialmente grazie ai modelli 1866 – The yellow boy, come è conosciuto tra gli appassionatie 1873 – The gun that won the West – che sono ancora icone a oltre un secolo dalla loro presentazione. Un balzo tecnologico lo si deve al solito John Moses Browning, che inizia una collaborazione con Winchester nei primi anni Ottanta dell’Ottocento.

Primo frutto di questo rapporto fecondo sarà il modello 1886 che portò una serie di modifiche tali da rinforzarne il cinematismo e ospitare le più potenti cartucce metalliche all’epoca disponibili. Segnatamente i calibri .45-70 Government, .45-90 Sharps e -50-110 Wcf. Permettendo quindi di estendere l’utilizzo dell’arma a leva a tutte le forme venatorie, anche a quelle in cui si affrontano le specie più aggressive. Arma di grande successo, sarà la base per ulteriori sviluppi che culmineranno, nel 1935, con il lancio del modello 71.

The universal big-game rifle

Una delle ultime variazioni sul tema partorite da Winchester, il modello 71 aveva lo scopo di razionalizzare il catalogo lever action con un unico modello così come il segmento bolt action era saldamente presidiato dalla carabina modello 70. Fu sviluppato contestualmente alla nascita di una cartuccia, il .348 Winchester, che rappresentava il più potente calibro per carabine a leva in circolazione. In questo modo il produttore intendeva eliminare tutte le versioni nei calibri all’epoca in produzione, segnatamente – ma non solo – i vari .33 Winchester, .45-70 Government, .35 Winchester e .405 Winchester.

La bascula doveva essere adeguata alle prestazioni della cartuccia, pertanto il nuovo modello adotta l’architettura big frame che sarà poi abbandonata. Nonostante che non mancassero dotazioni di primo ordine e migliorie rispetto alla produzione precedente, e che l’arma fosse accolta con entusiasmo dagli appassionati di caccia grossa, la produzione cessò già nel 1958. Complice un calibro che non aveva trovato i favori del grande pubblico e resta, a oggi, l’unico .34” ad aver avuto un minimo di visibilità negli Stati uniti; anche la produzione commerciale del munizionamento andò rapidamente a ridursi tanto da consentirci di considerare il .348 Winchester un calibro obsoleto.

L’arma è stata riesumata negli anni con limitate edizioni commemorative, quali quella di Browning di metà degli anni Ottanta del Novecento e della stessa Winchester una decina di anni fa. Una produzione stabile la si deve quindi alla sola Pedersoli, che però ha optato per calibri più facilmente disponibili e apprezzati dal grande pubblico: .45-70 Government e .444 Marlin.

Il Boarbuster Mark II di Pedersoli

Il produttore gardonese presenta numerose varianti: la standard (declinata negli allestimenti Classic e Premium che differiscono per i livelli di finitura), la Wildbuster (un’unica versione, anch’essa con calciatura in legno) e la Boarbuster, disponibile con calciatura in legno e in sintetico camo e nel più recente allestimento Mark II, sempre dotato di calciatura polimerica.

La Boarbuster è la variante concettualmente più moderna e, come lascia presagire il nome, adatta all’impiego venatorio; monta infatti una slitta Weaver/Picatinny di produzione Contessa, che permette di andare oltre il tiro con mire metalliche applicando un dispositivo ottico di puntamento, e una canna da 19” assai più gestibile nelle condizioni d’impiego tipiche della caccia al cinghiale.

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La bascula, realizzata da un blocco forgiato d’acciaio e lavorata con macchine a controllo numerico, è realizzata con cura. Il meccanismo di funzionamento è classico nella sua configurazione, con la leva incernierata anteriormente che, in apertura, sblocca le due chiusure verticali permettendo all’otturatore di arretrare.

La canna Pmg da 19 pollici (483 mm) presenta sei principi nel .45-70 Gvt e 12 nell’altro calibro disponibile, il .444 Marlin; sono realizzati per brocciatura, tecnica che provvede alla rimozione del materiale mediante un utensile detto broccia (o spina). Il serbatoio è in grado di contenere cinque colpi anche se, almeno in Italia, è fornito un riduttore a tre colpi. Ben realizzato il calcio in polimero di colore nero e con una finitura soft-touch particolarmente gradevole; i pannelli laterali zigrinati facilitano la presa in ogni condizione d’impiego.

Nel dettaglio

La pala è completata da un corposo calciolo in gomma dura Microcell e dal porta maglietta posteriore; l’asola per la maglietta anteriore è ricavata sul puntale in metallo dell’astina. Caratteristica della Boarbuster Mark II è il nasello regolabile in altezza e lateralmente.

Gli organi di mira prevedono una tacca approssimativamente regolabile: sbloccando le due viti che la assicurano al suo supporto la si può far scorrere longitudinalmente lungo un piano inclinato, per modificare l’alzo, o lateralmente sfruttando i riferimenti in vernice bianca sulla sua base. Il mirino è fisso ma sostituibile. Entrambi gli organi di mira sono dotati di inserti in Super Luminova, un pigmento luminescente a base di stronzio ampiamente utilizzato nell’industria; inventato nel 1993 dalla giapponese Nemoto & Co., viene attivato dall’esposizione alla luce e brilla autonomamente per ore.

La leva d’armamento presenta una conformazione che ben si armonizza a quella della pistola del calcio. La sua azione è fluida. Il cane dispone della mezza monta di sicurezza ma il sistema è impreziosito da una sicura a cursore posta sulla coda della bascula.

Da notare, a livello di finiture, che le parti metalliche sono trattate in Cerakote, il trattamento microceramico che garantisce ottima resistenza a usura e sfregamento. Piacevole la soluzione cromatica color bronzo, satinata. Proprio la finitura Cerakote insieme al calcio soft-touch con nasello regolabile, alla slitta Weaver/Picatinny e agli inserti luminescenti degli organi di mira sono gli elementi distintivi della seconda edizione (Mark II) del modello.

Il test

La carabina Boarbuster oggetto di queste note è stata utilizzata a caccia per l’abbattimento pulito di un cinghiale. Il calibro adottato è piuttosto sensibile alla caduta anche se il munizionamento moderno – che ha superato il limite imposto dalle palle flat nose grazie a un tip in polimero – ha decisamente migliorato le sue prestazioni in termini di balistica esterna.

In poligono l’arma si è dimostrata più che adeguata alle aspettative che si possono riporre in uno strumento pensato per la caccia in braccata. La rosata a 50 metri pubblicata ne è la dimostrazione. Il rinculo è risultato tutto sommato dolce, la velocità di riarmo è inaspettata. Lo scatto, adeguatamente pesante, è netto e pulito.

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La rosata a 50 metri

Se vogliamo trovare un difetto a quest’arma, lo possiamo individuare nella posizione della slitta che, rispetto alla carcassa, risulta estremamente avanzata: 192 mm dall’asse verticale del grilletto. Una caratteristica connaturata all’architettura del disegno Winchester che – a differenza del Marlin – provvede alle operazioni di estrazione ed espulsione della cartuccia dall’alto, impedendo quindi il montaggio di un’ottica di puntamento dotata di una ridotta estrazione pupillare. Utilizzando un punto rosso l’acquisizione del bersaglio risulta comunque particolarmente rapida e istintiva.

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Il cinghiale abbattuto con il lever action Pedersoli Boarbuster Mark II nel corso della prova

Scheda tecnica della carabina Pedersoli 86/71 Boarbuster Mark II

Produttore: Pedersoli
Modello: 86/71 Boarbuster Mark II
Tipo: carabina a leva
Calibro: .45-70 Government
Lunghezza canna: 483 mm
Lunghezza totale: 950 mm
Organi di mira: tacca e mirino
Caricatore: serbatoio tubolare da 5 colpi
Sicure: a cursore, blocca il meccanismo di scatto
Materiali: acciaio, polimero
Finiture: Cerakote, pellicola soft-touch
Peso: 3.600 g
Prezzo: 2.306 euro
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La photogallery della Pedersoli 86/71 Boarbuster Mark II