Nuovo dpcm, la caccia in attesa

Nuovo dpcm: Giuseppe Conte con mascherina parla ai giornalisti
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Il mondo della caccia attende di conoscere le indicazioni contenute nel nuovo dpcm anticontagio. Ma più che da Roma le indicazioni principali arriveranno dalle Regioni.

Il provvedimento del 3 novembre è prossimo alla scadenza, nella notte il governo ha varato un decreto legge cui in giornata farà seguito un nuovo dpcm presumibilmente valido fino a metà gennaio. E il mondo della caccia attende di sapere che gli accadrà. Open, il giornale fondato da Enrico Mentana, ha diffuso la bozza provvisoria del provvedimento che, oltre a prevedere restrizioni specifiche per il periodo di Natale, riproporrà la divisione dell’Italia in tre zone. E, anche se nel giro di qualche giorno (quasi) tutto il Paese sarà davvero tornato nella fascia di rischio più bassa, è il momento d’intervenire sui limiti alla caccia nelle zone rosse e soprattutto arancioni.

Si è visto bene nell’ultimo mese, il limite comunale non ha alcun senso. La richiesta pressoché unanime, ultima voce quella di Coldiretti Piemonte, chiede di abolirlo perlomeno per alcune forme di caccia. La proposta più logica è limitare la mobilità venatoria consentendo però la caccia nell’Atc di residenza, a prescindere dal Comune. Ma, ormai è ovvio, è un’interpretazione che non arriverà da Roma. Servirà l’intervento delle Regioni. E rischieremo ancora una volta di avere un’Italia più pezzata del previsto.

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