Metodi tradizionali di caccia, le indicazioni della Corte di giustizia europea

Metodi tradizionali di caccia: Corte di giustizia europea
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Per l’avvocato generale Kokott la normativa europea consente di stabilire deroghe per salvaguardare i metodi tradizionali di caccia.

Salvaguardare i metodi tradizionali di caccia è un motivo sufficientemente valido per prevedere una deroga alla direttiva Uccelli. È la conclusione cui arriva l’avvocato generale Juliane Kokott che propone alla Corte di giustizia europea di adottare questo principio.

Il Consiglio di Stato francese si è rivolto alle istituzioni comunitarie per capire se fosse fondato il ricorso dell’Association One Voice e della Ligue pour la protection des oiseaux che contestano quanto avviene (rectius: avveniva, dopo l’avvio del procedimento la pratica è stata sospesa) in cinque dipartimenti della Francia meridionale. In Alpes-de-Haute-Provence, Alpes-de-Maritimes, Bouches-du-Rhône, Var e Vaucluse è (era) infatti consentito l’utilizzo del vischio per catturare tordi e merli da utilizzare poi come richiami vivi.

Condizione necessaria per la deroga, la selettività della pratica deve essere interpretata come “accettabilità delle catture accessorie e delle loro conseguenze” e paragonata all’importanza culturale del metodo di cattura. Se l’obiettivo non è solo la cattura in sé ma anche la salvaguardia dei metodi tradizionali, l’autorizzazione all’impiego del vischio è “indiscutibilmente idonea e necessaria”. E l’autorità politica può autorizzare un metodo tradizionale di caccia se ritiene che abbia “un peso culturale rilevante” nell’area di riferimento. Servono chiaramente monitoraggi, controlli attenti e impatti minimi sulle altre specie. Però sì, si può fare.

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