Leupold VX-Freedom 4-12×40, il test

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No-frills, senza fronzoli. La famiglia VX-Freedom di Leupold non lascia spazio a voli pindarici. Ogni dettaglio è finalizzato al contenimento dei costi di produzione ma quel che c’è è di ottima qualità.

Leupold è uno dei produttori americani che meglio ha saputo armonizzare qualità ed efficacia. La sua gamma è molto estesa e, al vertice qualitativo, presenta offerte molto performanti; grazie al miglior sfruttamento delle tecnologie e a procedure produttive all’avanguardia, non mancano di stupire anche le proposte più a buon mercato. Ed è a una di queste che dedico la prova.

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La base

La serie VX-Freedom incarna perfettamente lo stereotipo dello spirito americano. Spartana e senza concessioni nei confronti di soluzioni stilistiche particolarmente raffinate, offre solo sostanza. È declinata in numerose varianti con tubi da un pollice e da 30 millimetri. All’interno di queste due macrofamiglie, si possono individuare strumenti specifici per il tiro con armi rimfire, ad avancarica e per la conosciuta piattaforma tattica e sportiva AR. Nel segmento venatorio si possono individuare cinque proposte a partire da un 1,5-4×20 per finire con un 3-18×40; in tutti i casi la zoom ratio è più o meno di 1:3 (fa eccezione l’ottica da battuta). In questa occasione ho optato per un 4-12×40 che è andato a equipaggiare una carabina Remington Seven.

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Caratteristica comune alla famiglia VX-Freedom sono il telaio stagno in alluminio, finito per ossidazione anodica, e un disegno compatto che produce un peso oltremodo contenuto. Contribuisce l’obiettivo da 40 mm, che forse non sarà la scelta migliore per chi necessiti di insediare un ungulato dalle abitudini crepuscolari ma si dimostra più che efficace in tutte le altre condizioni di utilizzo.

Una combinazione di pregi

Per enfatizzare la resa in condizioni di luce critica, Leupold ha sviluppato Twilight – light management system, una combinazione di tecnologie che punta a ottimizzare le qualità ottiche là dove serve per fornire al cacciatore un vantaggio competitivo quando le condizioni di illuminazione sono complesse. Il sistema si basa sull’assunto, assai realistico, che lavorare unicamente sul fattore della trasmissione luminosa comporta una complessità produttiva nella produzione di lenti e trattamenti (con relativi costi) inapplicabile su un’ottica di fascia economica. Ecco allora che la combinazione di tre parametri (trasmissione di luce, riduzione del riflesso ed enfatizzazione di contrasto e risoluzione) può diventare la strada per fornire all’utilizzatore finale un cannocchiale economico e dalle prestazioni inaspettate su tutto lo spettro luminoso, specialmente sulle frequenze critiche. In soldoni, i VX-Freedom (come i VX-3, primi cannocchiali cui si è applicata questa visione) offrono molto di più di quanto sarebbe lecito attendersi da prodotti della specifica fascia commerciale.

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Come le altre ottiche Leupold, anche questa è realizzata in Usa; in fase di progettazione è stata sottoposta alle sollecitazioni che dovrebbero rappresentare quelle tipiche di un uso gravoso. Leupold provvede in questo senso utilizzando una macchina di simulazione del rinculo chiamata confidenzialmente The punisher; il test replica 5.000 impatti che corrispondono, per energia, a circa tre volte quella sviluppata dal .308 Winchester. Non manca, nel programma di verifica della funzionalità, la prova in condizioni climatiche estreme. Non a caso viene garantita assistenza a vita.

Questione di click

Tra le caratteristiche di questo allestimento, con tubo da 30 mm, è la torretta CDS (Custom dial system) esposta, dedicata all’alzo. Presenta indici riferiti al quarto di Moa ma può essere sostituita con una torretta dedicata al rendimento balistico della cartuccia impiegata. È doveroso segnalare che la torretta personalizzata è compresa nel prezzo di acquisto; l’utilizzatore comunicherà i dati all’importatore che a sua volta provvederà alla spedizione del modello custom in circa un mese.

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Il sistema di regolazione fa affidamento su una meccanica semplificata ma affidabile; il campo di regolazione del punto d’impatto si estende su 80 Moa per entrambi gli assi. Il reticolo è un Duplex, non illuminato, di design classico. Si è preferito risparmiare sulla complessità dell’elettronica a vantaggio della terza torretta, che monta il correttore di parallasse. È una scelta che mi trova molto favorevole. Sono infatti personalmente convinto che nella maggioranza dei casi si fa sentire più la mancanza della possibilità di mettere a fuoco il bersaglio che non la presenza di un punto illuminato al centro del reticolo. Il designo è tipicamente americano, con una campana ben raccordata al tubo. Non manca la ghiera di regolazione diottrica mentre va segnalata l’assenza dell’anello in gomma a protezione dell’arcata sopraccigliare.

La scheda tecnica del Leupold VX-Freedom 4-12×40

Produttore: Leupold
Modello: VX-Freedom CDS FireDot
Ingrandimento: 4-12x
Diametro obiettivo: 40 mm
Diametro pupilla d’uscita: 3,4 mm (massimo ingrandimento)
Estrazione pupillare: 125-95 mm
Reticolo: Duplex
Posizionamento reticolo: secondo piano focale
Regolazione: un quarto di Moa
Campo visivo (a 100 metri): 7,2-3,3 m
Peso: 483 g
Lunghezza: 309 mm
Diametro tubo centrale: 30 mm
Prezzo: 701 euro
Sito produttore
Distributore: Paganini