Leupold Freedom Rds, il test a caccia

Leupold_Freedom_Rds

Provato in versione con torretta balistica e attacco per l’utilizzo su piattaforme d’ispirazione sportiva e tattica, il punto rosso di Leupold ha dimostrato di essere un compagno fidato anche in contesti prettamente venatori.

Cinghiale e punto rosso, l’accoppiata perfetta. È risaputo. Ma è anche risaputo che nell’ampia categoria dei dispositivi a punto rosso l’offerta è quanto mai ampia e diversificata. Ai cosiddetti dispositivi head-up, quelli con lo schermo più o meno grande inserito all’interno di una cornice di contenimento, si affiancano ormai da tempo quelli a tubo. Sono strumenti ottici mediamente più evoluti e ingombranti che costituiscono l’anello di congiunzione tra le ottiche tradizionali da battuta e i primi. In questa categoria si inserisce il modello Freedom Rds (dove l’acronimo indica proprio un red dot sight) di Leupold, azienda americana tra le più apprezzate per il vantaggioso rapporto tra qualità e prezzo delle sue realizzazioni.

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La costruzione

Lo strumento si avvale di un tubo di ampio diametro (34 mm), in grado di portare lenti da 24 mm, realizzato in alluminio e anodizzato in nero opaco; la campana anteriore porta il classico anello dorato, tratto distintivo dell’azienda. La struttura ottica è piuttosto semplice, priva come conviene a questa tipologia di ottiche di qualsiasi ingrandimento. Le lenti presentano un trattamento multistrato antiriflesso e una finitura superficiale antigraffio. Il punto rosso è ben definito e la sua intensità può essere regolata su otto livelli mediante un pulsante gommato posto sulla torretta della deriva di sinistra, demandata al contenimento della batteria. Il passaggio tra i differenti livelli di luminosità è circolare e, una volta raggiunto l’estremo della scala, cinque lampeggi indicano l’inversione della direzione di regolazione.

Elettronica e meccanica

L’alimentazione è garantita da una comune batteria al litio a bottone tipo CR2032 che garantisce fino a 1.000 ore di funzionamento sul livello intermedio di assorbimento del circuito elettronico. Un sistema di rilevazione del movimento disattiva il circuito dopo cinque minuti di inutilizzo: lo spegnimento è anticipato di una decina di secondi da una serie di lampeggi da parte dello stesso punto rosso. Il sistema Mst (motion sensor technology) è molto reattivo e, al primo movimento, riattiva il sistema mantenendo memoria dell’ultima regolazione effettuata.

La regolazione del punto d’impatto avviene a passi di un quarto di Moa in un intervallo di 80 Moa sui due assi. È facilitata da torrette d’impianto tradizionale. La versione provata monta una torretta balistica Bdc, tarata di fabbrica sulla traiettoria tipica di una cartuccia in calibro .223 Remington con palla da 55 grani che produca una V0 di 945 m/s. Porta i riferimenti per distanze fino a 550 yard con indicazioni intermedie a 50 yard. Evidentemente un dispositivo pensato più per il tiro sportivo che per quello venatorio. Il cappuccio può essere allentato e ruotato per facilitare l’azzeramento dei riferimenti.

Un’ottica, tre versioni

Chi desideri utilizzare il Freedom Rds a caccia – come la maggioranza dei lettori di Caccia Magazine – potrà optare per l’allestimento standard, risparmiando una discreta cifra sul prezzo d’acquisto; l’ottica costa in questo caso 396 euro e, nella versione con attacchi, 424 euro. Grazie agli attacchi nel corso del test l’ho accoppiato a due carabine lever action: il modello 444 della Marlin e il modello 86/71 Boarbuster Mark II di Pedersoli. Nascerebbero a onor del vero per esaltare l’accoppiamento con la piattaforma Ar 15 ma si sono dimostrati idonei anche al montaggio sulle Weaver/Picatinny delle armi provate.

Il test

L’Rds si è dimostrato facile nel montaggio, solido ed efficace anche a distanze ben superiori a quelle tipiche d’ingaggio del suide in battuta. Con un minimo di esperienza e di allenamento lo si può ritenere funzionale fino a 100 metri; nella rosata a corredo di questa prova, ottenuta con un’arma in .45-70 Gvt, ho provveduto all’azzeramento a 50 metri (colpo superiore) e ottenuto conferma che, a 100 metri, si è ancora in grado di colpire l’animale in zona vitale. I 43 mm tra i centri dei due colpi sono perfettamente in linea con quanto emerge dalla tabella balistica del calibro, che tra le due distanze prometteva un calo di 39 mm.

Insomma, se pure alcune delle funzionalità di questo punto rosso sono ridondanti per il tiro venatorio, il Leupold Rds Bdc si è dimostrato uno strumento efficace per l’accoppiamento con armi destinate alla braccata.

La scheda tecnica del Leupold Freedom Rds Bdc

Produttore: Leupold
Modello: Freedom Rds Bdc
Ingrandimento: 1x
Diametro obiettivo: 24 mm
Estrazione pupillare: illimitata
Reticolo: punto rosso con torretta balistica
Regolazione: 8 livelli di luminosità
Peso: 198 g
Lunghezza: 128 mm
Diametro tubo centrale: 34 mm
Prezzo: 565 euro
Sito produttore
Distributore: Paganini