Difesa della biodiversità e alimentazione: dall’Intergruppo Caccia le domande e le indicazioni

Difesa della biodiversità e alimentazione: agricoltura intensiva
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Difesa della biodiversità, agricoltura e alimentazione devono trovare il loro equilibrio in tempi rapidi. Se n’è parlato al convegno che l’Intergruppo Caccia e ruralità ha organizzato insieme a Face e all’European landowners’ organization.

La difesa della biodiversità deve essere parte stabile delle politiche europee. Perché senza biodiversità non c’è agricoltura. E senza un certo tipo di agricoltura non ci sono né biodiversità né alimentazione sana. Le posizioni sono chiare. Resta aperta la questione centrale, come raggiungere gli obiettivi senza porre oneri ingiustificati agli agricoltori. Se n’è parlato nel convegno che l’Intergruppo Biodiversità, caccia e ruralità ha dedicato alla strategia Farm to fork; all’organizzazione hanno contribuito anche Face ed Elo, l’organizzazione dei proprietari terrieri europei.

Senza una proposta equilibrata rischiano di scatenarsi problemi strutturali, dalle inevitabili ricadute sociali ed economiche. Ecco perché l’Intergruppo, promette il presidente Álvaro Amaro (Ppe), continuerà a sostenere il dialogo tra le diverse componenti e con le istituzioni europee. Per il macroniano Jérémy Decerle è essenziale coinvolgere le comunità rurali: la nuova politica agricola continentale dovrà sostenere gli agricoltori nella transizione verso un sistema alimentare sostenibile. Alexandra Nikolakopoulou, funzionaria della Commissione, ha assicurato che il governo europeo assicurerà coerenza tra la nuova politica agricola, la strategia Farm to fork e il piano per la biodiversità.

Del sistema fanno ovviamente parte i cacciatori: Carmen Avram (S&D) sottolinea come siano da lungo testimoni del drammatico declino della selvaggina, soprattutto della nobile stanziale, e della perdita di biodiversità. Il trend, nota Allan Buckwell (Rise Foundation), potrà essere invertito solo con la deintensificazione dell’agricoltura, agevolato dallo sviluppo di nuove tecnologie. Perché tutto ciò possa andare a effetto serviranno però anche ricadute economiche effettive: Zeno Piatti, esponente dell’European landowners’ organization, ha sottolineato l’importanza di stimolare la domanda per l’agricoltura biologica.

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