Conte si prende l’interim del ministero dell’Agricoltura

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Dopo le dimissioni di Teresa Bellanova, il presidente del consiglio ha assunto l’interim del ministero dell’Agricoltura.

La crisi che forse crisi non è più si arricchisce del secondo passaggio formale dopo che la delegazione di Italia Viva è uscita del governo: Mattarella ha accettato le dimissioni di Teresa Bellanova e Giuseppe Conte ha assunto l’interim del ministero dell’Agricoltura. Un ministero con portafoglio – erano dodici nella riforma Bassanini, sono diventati tredici nel 2019 con lo sdoppiamento Salute-Lavoro – non può infatti rimanere senza vertice politico per più di qualche ora.

Che succede adesso? Sul funzionamento del ministero dell’Agricoltura, che condivide alcune competenze d’interesse venatorio col ministero dell’Ambiente, la situazione è chiara. La struttura è fatta apposta per reggere agli scossoni politici, gli uffici continuano a lavorare senza problemi particolari – sarebbe folle se non fosse così, tanto meno se il governo è comunque nel pieno delle funzioni. Difficile però che si facciano strada provvedimenti articolati come quello sulla peste suina.

Crisi di governo: gli scenari

Per sapere ciò che accadrà la prossima settimana ci vorrebbe la zingara. Gli scenari sono comunque già definiti.

Martedì mattina in Senato Conte ottiene la fiducia grazie al voto favorevole di alcuni parlamentari finora all’opposizione o che non seguono Renzi fuori dalla maggioranza (ammesso che Italia Viva voti la sfiducia: se ne parla, eh, ma ancora non c’è stato un annuncio ufficiale). Il governo va avanti con lo stesso impianto. Conte proporrà a Mattarella un nuovo ministro dell’Agricoltura (espressione del nuovo gruppo parlamentare che gli avrà votato la fiducia? Nel 2010 andò così. E, caso curioso, anche allora c’era sul tavolo l’Agricoltura che fu assegnata a Saverio Romano – Iniziativa Responsabile, poi Popolo e Territorio). Probabilità: 80%

Conte non ottiene la fiducia del Senato e si dimette. Le consultazioni rivelano a Mattarella l’esistenza di una maggioranza che possa esprimere un nuovo governo. Dopo essersi confrontato con i partiti e i gruppi parlamentari e aver sciolto la riserva, il nuovo presidente del consiglio proporrà a Mattarella la lista dei suoi ministri. Probabilità: 14%.

Conte non ottiene la fiducia del Senato e si dimette. Le consultazioni rivelano a Mattarella l’impossibilità di coagulare una maggioranza politica intorno a un nuovo governo. Mattarella nomina un governo elettorale che accompagni il Paese alle elezioni anticipate (a giugno?). Il nuovo presidente del consiglio proporrà a Mattarella la lista dei ministri. Probabilità: 5%.

Conte non ottiene la fiducia del Senato e si dimette. Mattarella lo invita a rimanere in carica per la gestione degli affari correnti e l’ordinaria amministrazione fino alle elezioni anticipate (a giugno?). Conte dovrà proporre a Mattarella un nome al vertice del ministero dell’Agricoltura fino all’insediamento del nuovo governo. Non sarebbe una prima volta nella storia della Seconda (?) Repubblica. Sfiduciato da Mastella che si dimise da ministro della Giustizia tirando giù il governo, nel 2008 Prodi propose a Napolitano di nominare Guardasigilli Luigi Scotti (7 febbraio – 8 maggio). Probabilità: 1%.

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